Guida alla digitalizzazione aziendale: come evitare passi falsi grazie alla gamification

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Guida alla digitalizzazione aziendale: come evitare passi falsi grazie alla gamification

2019-04-17T16:11:15+02:00 5 Marzo, 2019|

La digitalizzazione – digital transformation – è tra i principali cambiamenti per tutte le realtà business: la trasformazione digitale è ormai in atto e le aziende devono seguire il giusto percorso per evitare errori che potrebbero essergli fatali.

All’interno di questo scenario, la gamification fa da catalizzatore per l’implementazione delle best practice in azienda, coinvolgendo l’intero team aziendale.

Anche se spesso si pensa che la gamification sia solo giochini, leaderbord per vincere badge e premi, in realtà è molto di più: la gamification può essere una reale metodologia di successo.

È in grado non solo di catalizzare il processo di digitalizzazione ma anche di coinvolgere tutti i player, risultato difficilmente ottenibile con altri strumenti.

Ma chiariamo meglio il punto e vediamo, di preciso, in cosa consiste la digitalizzazione e quali sono le implicazioni.

Secondo la definizione di The Enterprises Project, si tratta d’integrare la tecnologia digitale all’interno di tutte le aree di business. In modo tale da cambiare radicalmente la modalità di creazione e di fruizione di valore per i propri consumatori.

Ma prima di procedere nell’implementazione del processo di digitalizzazione bisogna focalizzarsi sul mindset aziendale.

Infatti, la trasformazione digitale è molto più che una buzzword o una moda del momento: ha effetto sull’intero team aziendale e su ogni singola azienda del panorama economico attuale. Senza nessuna esclusione.

La digitalizzazione è un cambiamento soprattutto culturale: richiede alle organizzazioni di mettere alla prova il proprio status quo, di sperimentare e di imparare anche a sentirsi a proprio agio con il fallimento. Il tutto per potersi migliorare.

 

“Everyone thinks of changing the world,

but no one thinks of changing himself.”

Leo Tolstoy

 

Si parla tanto di digitalizzazione e ci si chiede quali siano le migliori strategie da implementare.

Soprattutto riguardo a temi quali la mobilità, i social media, i big data, i cloud, l’intelligenza artificiale.

Purtroppo, non altrettanto spesso si riesce a focalizzare il giusto obiettivo.

Le risposte alla richiesta di digitalizzazione delle imprese risultano spesso limitate.

Si valuta il possibile impatto di un trend tecnologico solo su alcuni aspetti del proprio business, finendo col

trascurare il quadro d’insieme.

Si capovolgono così i ruoli, finendo col dare precedenza alle implicazioni – social media, cloud, big data – piuttosto che al principale motore del cambiamento: un nuovo leadership mindset.

I manager aziendali in primis hanno le carte in regola per farsi promotori del cambiamento necessario.

Sono infatti grado di comprendere le regole alla base del cambiamento e contestualizzarle nella realtà aziendale che vivono ogni giorno. Giungendo a soluzioni funzionali, quelle che servono davvero alla propria azienda.

 

 

La conoscenza approfondita della realtà aziendale e la supervisione dei manager sono fondamentali per far funzionare a dovere soluzioni innovative, quali il growth hacking di cui abbiamo parlato nel in modo approfondito nel post dedicato all’argomento.

Senza una guida esperta, soluzioni tecniche quali software e applicativi tecnologici saranno certamente fautori di una ricerca interessante ma… fallimentare.

 

L’esperienza dei manager al servizio dell’innovazione

 

Se il successo della digitalizzazione delle imprese dipende dal mindset e non dalle tecnologie, sorge spontanea la domanda: quali sono le caratteristiche che un manager deve possedere per poter guidare la propria azienda alla digitalizzazione?

E soprattutto per essere in grado di acquisire il corretto digital mindset da cui far nascere azioni concrete, senza trascurare nessun aspetto.

Forbes, nell’articolo “The 5 keys to a digital mindset”, risponde al quesito, stilando una lista delle cinque qualità a cui un leader dalla mentalità digital deve puntare.

 

digitally minded leadership

 

  1. Fornire una vision su come l’azienda dovrà evolvere per la trasformazione digitale ma allo stesso tempo supportare i suoi impiegati nell’applicazione sul campo, lasciando loro lo spazio per sperimentare e imparare dai propri errori;
  2. Rinunciare al controllo dando la possibilità di scelta agli impiegati, senza però smettere di dare il proprio contributo nelle decisioni e nel raggiungimento degli obiettivi;
  3. Fare da ponte tra il vecchio e il nuovo mindset lavorativo: riuscire a mitigare i conflitti tra i dipendenti vecchio stile – capaci di fornire le fondamenta necessarie ad assicurare la redditività aziendale – e i nuovi dipendenti – portatori d’innovazione, ma vulnerabili se “pesati” secondo i classici modelli di valutazione;
  4. Basarsi sui dati ma seguire anche le proprie intuizioni: se da un lato dati e statistiche sono fondamentali quando si tratta di prendere delle decisioni, dall’altro bisogna saper dare il giusto peso all’intuizione dettata dalla propria esperienza sul campo. Indispensabile per essere in grado di prevedere la sorte futura dell’azienda in una realtà in così rapido cambiamento;
  5. Essere sia scettico che di mentalità aperta: un leader dal mindset digital sa quanto sia importante incoraggiare la sperimentazione in azienda, un approccio basato su tentativi e modifiche in itinere. Senza però mai perdere la lucidità, restando pragmatico nelle valutazioni dei risultati ottenuti.

 

Insomma, spesso la causa del fallimento aziendale nell’implementare la digitalizzazione dipende dalla mancanza di una reale Experience mindset.

Secondo UX Planet, l’Experience mindset implica un’attitudine più onesta e responsabile nei confronti dei propri clienti da parte dei manager.

L’obiettivo? Riuscire ad assicurarsi un rapporto di lungo periodo, basato sulla trasparenza digitale, sull’approccio social, riducendo al minimo barriere e intermediari. Tenendo alto il livello di competitività e assicurando il giusto peso ai valori del consumatore.

La vera differenza rispetto al mindset classico sta nel non considerare i consumatore solo come delle risorse da sfruttare per il proprio sviluppo economico. Bensì riconoscere loro il valore come individui con annesse caratteristiche e peculiarità.

È il mindset a fare la differenza, soprattutto nello scenario business – e non – in cui siamo immersi.

Infatti, vivendo nel pieno dell’era digitale osserviamo quanto sia stato drastico il cambiamento di comportamento dei consumatori: sono abituati a prodotti e servizi che rispettino un alto standard di qualità, divenendo sempre più selettivi nelle proprie scelte.

Aspettandosi – quasi pretendendo – d’essere compresi e soddisfatti dalle aziende.

La crescita di competitività in tutti i settori commerciali non fa altro che incrementare il livello di selettività.

I bisogni del consumatore sono sempre più anticipati e si vede offrire sempre maggiori opportunità e offerte ogni giorno.

Aumenta così il suo potere decisionale e in proporzione diminuisce il livello di fedeltà a un unico brand.

La tecnologia velocizza tali cambiamenti e le aziende devono trovare il modo di stare al passo, se vogliono riuscire a sfruttare i vantaggi che la digitalizzazione ha da offrire.

Quali siano questi vantaggi, ce lo mostra lo studio “Keeping score: why digital transformation matters”, realizzato con l’obiettivo di stabilire quale sia il reale valore della trasformazione digitale in azienda.

Lo studio è stato condotto da Coleman Parkes Research su un campione mondiale di 1770 responsabili delle linee di business e dell’IT in 21 Paesi nel mondo (di cui 9 in Emea, compresa l’Italia) per conto di Ca Technologies.

I dati raccolti illustrano i risultati ottenuti dalle aziende che hanno investito in tecnologie e modelli metodologici (Agile e DevOps su tutti) al fine di migliorare una parte o l’intero modello di business:

  • +35% di ricavi provenienti da nuove attività;
  • +44% di velocità di go-to-market – quanto l’azienda mostra di essere allineata a bisogni e aspettative dei suoi clienti acquisiti e potenziali;
  • +69% di miglioramento della customer experience.

 

whappy 8 regole sales manager enterprise gamification produttivita cta

 

Ma il valore che la tecnologia sarebbe in grado di generare per l’azienda si annulla se a sostenerla non c’è una strutturata strategica aziendale.

Se il mindset del personale aziendale non segue le linee guida del cambiamento verso il successo futuro.

 

“Il digitale, che è la cosa che ha innestato la trasformazione,

non è l’obiettivo sul quale l’azienda deve focalizzarsi.

Anzi, arriva dopo. Prima le persone.”

Renzo Noceti – cofondatore e Ceo di Simbiosity

 

La strategia è la chiave per la digitalizzazione: l’implementazione del giusto metodo può fare la differenza tra il fallimento e il successo delle aziende.

Ce lo conferma lo studio di settore realizzato dal MIT e Deloitte, “The 2015 Digital Business Global Executive Study”, dove emerge come le compagnie che evitino di correre dei rischi finiscono col non essere in grado di svilupparsi al meglio e rischiano di perdere i migliori talenti. Infatti, gli impiegati d’ogni età preferiscano lavorare per delle aziende votate al progresso digitale.

La maggior parte degli intervistati dichiara di voler collaborare con organizzazioni attive in ambito digitale e di essere alla ricerca delle migliori opportunità nel digital.

Quindi le aziende, per mantenere i dipendenti validi e attrarre nuove leve con buone potenzialità, devono costantemente migliorarsi e aggiornarsi da questo punto di vista.

Inoltre, secondo i dati dei sondaggi, l’agenda digitale deve essere guidata dall’alto.

Secondo la maggior parte dei dipendenti la fiducia nel successo dell’implementazione delle nuove tecnologie aumenta se chi ricopre un ruolo di responsabilità dimostra di padroneggiarle la giusta “digital fluency”.

Se i leader hanno l’abilità di mostrare il valore aggiunto delle tecnologie digitali per il futuro dell’aziende, i dipendenti saranno più propensi ad utilizzarle.

I digital leader riescono a combinare una chiara strategia digitale con una cultura e una modalità di leadership in grado di guidare la trasformazione in azienda.

Una delle domande della ricerca chiedeva agli intervistati d’indicare i maggiori ostacoli al raggiungimento di uno stato di maturità digitale.

Secondo più del 50% dei dipendenti appartenenti ad organizzazioni giovani – nello stadio iniziale del proprio ciclo di vita – la mancanza di una strategia digitale è la principale causa di fallimento.

Mentre i dipendenti di compagnie più mature individuano nelle troppe priorità aziendali e nel timore riguardante una scarsa sicurezza digitali gli ostacoli più difficili da superare.

 

barriere maturità implementazione digitale

Insomma, le potenzialità delle tecnologie digitali – cloud, social, mobile, analitiche, AI – sono nulle se prese in modo singolo.

Ma fortunatamente le ricerche di Accenture Strategy Italy confermano la buona predisposizione dei manager nell’implementarle in modo armonico in azienda.

Ad esempio, in merito al ruolo dell’AI nelle aziende, il 70% dei manager italiani è convinto che avrà un ruolo strategico e ne sostiene l’utilizzo nell’immediato.

L’abilità delle aziende e dei manager deve essere dimostrata nel metodo: il modo in cui le tecnologie vengono integrate all’interno del business e come funzionano per dipendenti e clienti.

 

Il metodo Agile e la gamification: uniti per digitalizzare imprese!

 

Vediamo come la fusione della metodologia Agile e le leve della gamification forniscono uno strumento infallibile per la digitalizzazione delle imprese.

Il termine metodologia Agile, riferito allo sviluppo di software, venne introdotto per la prima volta nel 2001 nel Manifesto Agile (più propriamente detto Manifesto for Agile Software Development), redatto da Robert C. Martin, Martin Fowler, Kent Beck e altri.

 

agile manifesto

 

I principi su cui si basa la metodologia agile sono:

  1. le persone e le interazioni sono più importanti dei processi e degli strumenti;
  2. il funzionamento del prodotto è più importante di una documentazione integrale, meglio ridurla al minimo indispensabile;
  3. la collaborazione con i clienti ha priorità sul rispetto del rapporto contrattuale;
  4. la prontezza di risposta al cambiamento ha più valore dell’adesione a una pianificazione precedente, tenendo in conto le modifiche di priorità necessarie per raggiungere l’obiettivo finale.

 

Vi starete chiedendo come questo metodo Agile utilizzato per la programmazione di software si relazioni alla gamification in ambito aziendale.

È presto detto: la gamification grazie alla sua forte capacità d’engagement riesce ad ottenere da subito forti tassi di adizione da parte degli utenti.

Questo permette di ottenere da subito concrete informazioni di ritorno in quantità e qualità sufficiente a dare un reale risposta basata su dati oggettivi – data driven. In questo modo ogni processo sarà modellato sulla base dell’effettiva comprensione ed utilizzo degli applicativi da parte degli utenti.

Sulla base di queste risposte oggettive vengono formulate le decisioni dei manager, vengono ridisegnati i processi e le interfacce, dando così il via a un processo continuo di miglioramento.

 

metodo agile gamification Whappy

 

Sia il metodo Agile che la gamification hanno come fondamento la fiducia e il lavoro di squadra al fine di conseguire gli obiettivi propri e del team.

Un leader esperto e con un digital mindset sarà in grado di unire questi due potenti tool per incoraggiare il suo gruppo di lavoro, dandogli dei feedback che siano parte di un processo evolutivo all’interno dell’azienda. Digitalizzando l’ambiente lavorativo con relativi miglioramenti e traguardi.

E l’adozione di un mindset digitale, che utilizzi le logiche della gamification sarà facilitato dall’umana propensione al gioco.

 

8 surprising gamification statistics

Fonte: DigitalChalk

 

Ce lo confermano le statistiche sulla gamification:

  • 61% dei CEO, CFO e altre figure senior affermano di fare delle pause gioco ogni giorno durante il lavoro per sentirsi più produttivi;
  • Dal 2010 più di 350 aziende hanno lanciato dei progetti di gamification;
  • Quasi 6 miliardi di dollari è il valore del mercato della gamification nel 2018.

 

La gamification e la digitalizzazione delle imprese con agilità

 

Le leve della gamification applicate in azienda sono in grado di strutturare processi differenti, creando un unico team tra dipendenti e collaborati per il raggiungimento degli obiettivi comuni.

Ingaggiando anche l’utente finale che spesso, grazie alla rete di relazioni interpersonali create, può partecipare in modo naturale alle azioni interne compiute dai dipendenti.

Grazie ai processi ricorsivi gestiti tramite la marketing automation, la gamification ottiene la facility process per qualsiasi “prolungamento” dell’azienda: call center, store manager, rete vendita e altre realtà dell’era digitale.

La conseguenza principale dell’utilizzo della gamification è la generazione di dati impliciti. Questi, espressi dagli utenti in prima persona ma dedotti dall’utilizzo degli applicativi, permettono d’implementare in modo fattivo la metodologia Agile.

Il report realizzato da Forbes Insights and the Project Management Institute, “Achieving Greater Agility: The Essential Influence of the C-Suite” analizza come le aziende possano realizzare e utilizzare al meglio la tanto utile agilità.

Il sondaggio ha ricevuto le risposte di più di 500 figure senior a livello globale sull’importanza dell’agilità in azienda, sulla creazione di una cultura portante e sulle capacità necessarie per adattarsi ai repentini cambiamenti del mercato.

I dati ricavati affermano che:

  • Il 47% dei CEO è spinto dal consiglio d’amministrazione aziendale a progredire nella digitalizzazione;
  • L’84% reputa essenziale l’agilità aziendale per implementare con successo la trasformazione digitale;
  • Il 41% ha notato un aumento di profitti e/o ricavi grazie al metodo Agile;
  • Il 50% afferma che è grazie all’agilità che l’azienda è in grado di essere all’avanguardia sul mercato;
  • Il 47% afferma che l’agilità li supporta nel prendere decisioni in modo più rapido;
  • 47% afferma che l’agilità è utile per far fronte e realizzare alle aspettative di clienti e consumatori;
  • In termini finanziari, il 31% delle aziende organizzata secondo un alto livello d’agilità ha aumentato del 20% il margine operativo lordo (EBITDA), contro l’1% d’incremento realizzato dalle aziende con un’agilità nella media.

 

Inoltre, l’impatto di una corretta implementazione del metodo Agile attraverso le leve della gamification avrà effetti duraturi, innescando un circolo virtuoso che durerà negli anni a venire.

 

 

Il report realizzato da McKinsey & Company, “Secrets of successful change implementation” mostra dei dati interessanti sulle organizzazioni che hanno integrato al loro interno dei fattori di cambiamento.

Mostra come l’impatto di questi cambiamenti non solo fa superare i risultati finanziari rispetto a chi ha realizzato scarse implementazioni di innovazione.

Ma soprattutto mantiene l’effetto positivo in modo continuo e in crescita nel tempo!

Gli intervistati, più di 2.000 figure executive appartenenti a 900 aziende di diversi settori, nel valutare le performance, le abilità e le pratiche della propria azienda 2 anni dopo, hanno riscontrato un ulteriore incremento dei benefici finanziari. Ben due volte superiore a quello dell’anno precedente.